2018-oggi

La riforma dell’UE torna al centro del dibattito in Europa

Lettere Europee

N. 88 Gennaio 2026 | Solo l’Europa può salvare se stessa

Il ritorno della politica di potenza da parte della nuova amministrazione americana impone all’Europa una drammatica presa di coscienza: per preservare settant’anni di integrazione europea, salvaguardare la democrazia nel Vecchio Continente e tentare di scongiurare una destabilizzazione globale, l’Unione è costretta ad affrontare emergenze con gli strumenti limitati di cui già dispone, dall’emissione di debito comune alla mobilitazione di forze multinazionali. Tuttavia, la cronica debolezza dell’Europa non potrà essere superata, né la sua sopravvivenza garantita, senza un salto politico decisivo: l’integrazione deve evolvere verso la creazione di una vera federazione.

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N. 87 Novembre 2025 | Superare lo stallo

L’Unione europea si trova in una situazione di stallo, minacciata tanto dall’esterno quanto dall’interno. Ai suoi confini infuriano guerre e si moltiplicano i focolai di crisi, mentre all’interno avanzano forze estremiste che mettono in discussione i risultati dell’integrazione europea e la stessa democrazia liberale. La minaccia più grave resta la Russia di Putin, il cui obiettivo strategico è dividere gli Europei e distruggere l’Unione che essi hanno costruito. In questo contesto, il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina assume un valore decisivo non solo per la sicurezza del continente, ma anche per il futuro stesso del progetto europeo. Di fronte a governi nazionali paralizzati e spesso appiattiti su un europeismo di facciata, diventa indispensabile un’iniziativa coraggiosa delle istituzioni dell’Unione — a partire dal Parlamento europeo — capace di superare l’impasse, riaffermare la sovranità comune e rilanciare con forza un autentico progetto federale di riforma.

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N. 86 Luglio 2025 | Uscire dal vicolo cieco

L’Europa è in pericolo, stretta tra la minaccia di una guerra commerciale con gli Stati Uniti e l’incertezza del conflitto in Ucraina, da cui dipende la sua sicurezza. Il nuovo corso della politica americana ha mostrato l’insostenibilità di un’Unione divisa, incapace di sostenere Kiev e difendere la propria sovranità economica. Il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034 può diventare l’occasione per rilanciare il processo di riforma dei Trattati. Il Parlamento europeo deve usare il proprio veto sul QFP per chiedere al Consiglio europeo di avviare una procedura di revisione dei Trattati volta a dotare l’Unione di una vera capacità fiscale.

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N. 85 Luglio 2025 | Riattivare il motore franco-tedesco

Dopo anni di stallo, il motore franco-tedesco potrebbe finalmente ridare slancio al processo di integrazione europea. L’elezione di Friedrich Merz a cancelliere e la leadership di Emmanuel Macron per i prossimi due anni aprono una finestra politica preziosa per far avanzare l’Unione su progetti ambiziosi di condivisione della sovranità. In un contesto segnato dal disimpegno degli Stati Uniti, dalle minacce autoritarie esterne e dalla pressione crescente dei nazionalismi interni, una risposta comune diventa indispensabile.

Vincere insieme sfide cruciali come la sicurezza, la difesa, l’autonomia strategica e la competitività è decisivo non solo per il futuro dell’Europa, ma anche per la stabilità interna di Francia e Germania, oggi minacciata dalla crisi industriale, dalle disuguaglianze territoriali e soprattutto dall’ascesa delle destre radicali. Solo rafforzando l’Europa, Parigi e Berlino potranno rafforzare anche se stesse. È questo il bivio: rilanciare un’Unione più sovrana e coesa, o subire l’erosione della propria stabilità politica, economica e democratica.

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N. 84 Febbraio 2025 | Rendere l’Europa grande per davvero

Per l’Europa, la lunga stagione delle illusioni è finita: quella di poter contare indefinitamente sulla protezione americana, quella che il mondo globalizzato potesse garantire pace e stabilità grazie alla liberalizzazione dei commerci e all’interdipendenza economica, quella che il modello democratico fosse destinato a imporsi ovunque. L’Europa si ritrova così esposta a minacce gravissime sul piano della sicurezza, mentre vive un forte declino economico ed è indebolita da una crisi politica che vede crescere il consenso delle forze nazionaliste, anti-europee e anti-democratiche. Se queste crisi multiple non verranno utilizzate come un’occasione di rafforzamento dell’integrazione politica, il rischio concreto è che l’Unione europea si frantumi. Solo un’Europa unita politicamente potrà sopravvivere e tornare a prosperare nel nuovo contesto.

Per fronteggiare le minacce poste dagli USA e dalla Russia deve manifestarsi da parte dei Governi democratici europei la volontà politica per intraprendere passi concreti verso la costruzione di una difesa autonoma efficace con cui gli europei possano garantire la sicurezza a sé e all’Ucraina (leggi l’appello a questo link https://297ae.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/sh/OycZvHuFo1eQsnbVs5XBQMFt/CZA6i6D7Eq11).

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N. 83 Dicembre 2024 | Eppure, dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva…

L’elezione di Trump, con le ripercussioni che provocherà a livello internazionale, arriva in un momento di grande vulnerabilità dell’Unione europea, stretta tra minacce alla sicurezza, la dipendenza da Paesi terzi nei settori strategici, il ritardo tecnologico, la crisi economica, politica e sociale che indebolisce la democrazia e i due Paesi chiave, Germania e Francia, paralizzati da crisi interne. Davanti a questo scenario, l’Unione Europea può salvarsi solo affrontando le questioni di fondo che paralizzano il processo di integrazione da decenni e risolvendo le cause del suo declino strutturale.

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N. 82 Ottobre 2024 | Il piano Draghi per l’Europa: per essere competitivi bisogna riformare l’Unione

Il Rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività europea analizza con dati inconfutabili il declino dell’Europa, e identifica nella frammentazione interna la ragione primaria dell’incapacità dell’UE di portare avanti l’interesse comune europeo e di mobilitare risorse sufficienti per l’innovazione e lo sviluppo economico. La soluzione indicata da Draghi è quella di dotare l’Europa degli strumenti politico-istituzionali per poter agire unita tutte le volte che serve, su tanti piani politici interdipendenti. Per questo è indispensabile introdurre nell’Unione le necessarie trasformazioni istituzionali riformando i Trattati.

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N. 81 Luglio 2024 | Dopo l’elezione del Parlamento, la riforma dei Trattati UE si impone nell’agenda della nuova Commissione europea

L’elezione alla presidenza della Commissione di Ursula Von Der Leyen con il voto delle forze pro-europee lancia un importante segnale di stabilità, rafforzato anche dal ridimensionamento in Francia, dopo le legislative, del Rassemblement national. Nel suo discorso programmatico, la presidente ha anche annunciato l’impegno della prossima Commissione a favore di una riforma dei Trattati. La finestra di opportunità per riformare l’Unione resta dunque aperta, per quanto complessa. Intanto, la storia continua a bussare alle porte dell’Europa perché diventi finalmente adulta ed assuma le proprie responsabilità.

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N. 80 Giugno 2024 | Elezioni europee 2024: lo scontro tra federalisti europei e nazionalisti è appena cominciato

All’indomani del terremoto politico provocato dagli esiti delle elezioni europee, è sempre più evidente come la costruzione di una sovranità democratica europea sia l’unico modo per fermare il progetto di arretramento democratico e civile portato avanti dalle forze nazionaliste e antieuropee.

Nell’avvio della nuova legislatura, è pertanto indispensabile che le forze pro-europee subordinino il sostegno alla nuova Commissione, oltre che al supporto all’Ucraina nella resistenza all’aggressione russa, innanzitutto all’impegno di affiancare il Parlamento europeo nella richiesta di riformare i Trattati e di battersi per la convocazione della Convenzione.

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N. 79 Maggio 2024 | La posta in gioco nelle elezioni europee del 6-9 giugno

In vista delle elezioni europee di giugno l’Unione dei Federalisti Europei (UEF), insieme alla Association Jean Monnet, al Gruppo Spinelli, ai Young European Federalists (JEF-Europe) e a Guy Verhofstadt – parlamentare europeo, già primo Ministro del Belgio, che ha guidato i lavori per la stesura del Rapporto del Parlamento europeo con le proposte per la riforma dei Trattati che fanno seguito alle conclusioni della CoFoE (la Conferenza sul Futuro dell’Europa) -, hanno lanciato un Manifesto/Appello rivolto ai cittadini e alle forze politiche in vista del voto e della nuova legislatura e per avviare la rinascita del Comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa di Jean Monnet.
Questa Lettera Europea è dedicata alla diffusione di questo Appello/Manifesto. È possibile aderire al link https://bit.ly/441GybH

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N. 78 Aprile 2024 | Per creare una vera difesa europea serve una profonda riforma dei Trattati

La minaccia alla sicurezza europea rappresentata dall’imperialismo russo sta costringendo gli Europei a porsi la questione della necessità di dotarsi di una difesa comune, per diventare capace di proteggersi da soli.

La Lettera europea vuole contribuire a questo dibattito spiegando che una vera difesa europea non è credibile se non si prevedono quei trasferimenti di sovranità a livello europeo per dotare l’Unione di una sua vera autonomia di governo, non solo liberandosi dai veti e dai ricatti degli Stati membri, ma anche creando le condizioni per poter esprimere un genuino interesse europeo, comune in quanto generale.

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N. 77 Febbraio 2024 | Solo un’Europa sovrana può proteggere i suoi cittadini e i suoi Stati membri nella nuova fase di instabilità e competizione globale

Lo scorso 22 novembre il Parlamento europeo ha aperto la procedura di revisione dei Trattati UE. Spetta ora al Consiglio europeo convocare una Convenzione che discuta nel dettaglio il progetto di riforma dell’Unione europea.
Proprio in questa ottica – in vista del Consiglio europeo di marzo – la Lettera europea sottolinea l’urgenza di una profonda e coerente riforma dei Trattati e porta alla conoscenza un Memorandum (LINK) che spiega le ragioni per cui solo l’avvio di una Convenzione rappresenta l’unica strada percorribile per la riforma dei Trattati mentre né le procedure di revisione semplificata né gli adeguamenti in vista dell’allargamento possano soddisfare riforme efficaci dei Trattati.

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